«La farmacia, da sola, non andrà lontano»

«La farmacia, da sola, non andrà lontano»

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Sono Luca e faccio il farmacista da 13 anni.

Ho deciso di raccontare la mia storia sperando che possa generare una riflessione ed un confronto con tutti i colleghi che gestiscono una farmacia. Viviamo un momento delicato per la nostra professione, come mai prima d’ora, e bisogna essere pronti al cambiamento ormai imminente. 

Abbiamo atteso tutti l’approvazione del DDL Concorrenza che, inevitabilmente, sta cambiando e sempre di più cambierà il nostro settore. Da sempre mi confronto con gli altri farmacisti, ma non solo. Ho sempre pensato che per lavorare nel miglior modo possibile, redditizio e soddisfacente, fosse necessario stringere e soprattutto saper curare i rapporti interpersonali con tutti coloro con cui si ha a che fare, dai clienti al banco fino alle istituzioni, passando ovviamente per i rappresentanti di aziende produttrici, associazioni e distributori. Tutto ciò non è semplice, anzi, ma ti permette di avere una visione a 360° del settore: conoscerlo per affrontarlo al meglio delle proprie possibilità.

Il nostro, infatti, è un sistema complesso, nel quale per sopravvivere e togliersi delle grandi soddisfazioni bisogna essere preparati a creare sinergie, a collaborare e non a farsi la guerra tra di noi, come in tantissimi fanno fin dal primo giorno che ho iniziato a lavorare in farmacia. 

Ancor di più adesso, che è palpabile il rischio che qualcuno 
proponga per la nostra farmacia la classica “offerta che non si può rifiutare”. 

Questa fase di profondo mutamento può vedere l’irruzione nel mercato farmaceutico dei grandi gruppi, pronti ad assorbire ed inglobare le farmacie, che siano strutturate o meno, cittadine o rurali. Io, in franchezza, non ho tutta questa paura perché col tempo ho visto la mia farmacia non come un semplice presidio sanitario, che potesse vivere in modo florido per sempre grazie alla pianta organica, ma come una vera azienda, che necessitasse dunque di visione prospettica, piani di investimento e di una strategia commerciale che andasse oltre la semplice vendita al cliente. Questo, anche e soprattutto grazie ad un team che mi ha sempre supportato e che ha saputo intercettare il vento del cambiamento in farmacia.

Perché, in qualsiasi modo la si pensi, il cambiamento è in atto ed è radicale: 

i nostri figli, i nostri nipoti conosceranno una professione
completamente diversa da quella con cui siamo cresciuti noi. 

Non è detto che il cambiamento sia per forza foriero di conseguenze negative, anzi, ma l’unico modo per affrontarlo al meglio è essere preparati. Trovare spazi per operare in autonomia sarà sempre più complicato e, aggiungerei, presuntuoso: da soli, a patto che non si facciano numeri esorbitanti, non si andrà molto lontano. Non faccio ipotesi, reputo impossibile prevedere l’immediato futuro della farmacia: bisogna, però, guardare avanti, capire che quanto raccolto e imparato finora potrebbe non bastare più e che 

ci troviamo di fronte un mercato fin troppo competitivo
che da soli, nelle nostre quattro mura, non riusciremmo ad affrontare. 

Cambiamo, insieme, per cercare di preservare il mondo della farmacia

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