Rete Farmanethttps://retefarmanet.it Rete di Farmacie, rete di impresa.Mon, 23 Mar 2020 08:09:47 +0000it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.4https://retefarmanet.it/wp-content/uploads/2020/02/cropped-favicon-32x32.pngRete Farmanethttps://retefarmanet.it 3232Smart working: per aziende e professionistihttps://retefarmanet.it/smart-working-per-aziende-e-professionisti/ Mon, 23 Mar 2020 08:09:45 +0000https://retefarmanet.it/?p=607Paola Salazar – Avvocato in Milano IPSOA

L’emergenza sanitaria da Coronavirus sembra quasi segnare l’ora del rilancio del lavoro a distanza mediante il ricorso allo smart working, attivabile (su autorizzazione del Governo) con modalità semplificate, in tutto il territorio nazionale, fino al 31 luglio 2020. Nelle aziende che stanno già sperimentando il lavoro agile, sarà sufficiente fare richiamo alle regole di base in uso inviando al personale, anche via e-mail o altra modalità tracciabile, l’informativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Nelle aziende, invece, che non abbiano in corso alcun progetto, si consiglia di predisporre un breve decalogo di regole di comportamento cui accompagnare la comunicazione interna legata all’invio dell’informativa.

In questi giorni di emergenza si è molto sottolineata l’opportunità del lavoro da remoto con il ricorso allo smart working (o lavoro agile), che il Governo ha autorizzato per tutte le aziende nelle aree direttamente e indirettamente interessate dall’emergenza. Modalità di lavoro che con il DPCM 1°marzo 2020 (ora sostituito dal DPCM 4marzo 2020) è stata estesa a tutto il territorio nazionale in ragione dello stato di emergenza di cui alla Deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020.

Può essere pertanto utile fornire alcuni utili suggerimenti pratici.

Contenuto dei decreti

Al fine di evitare il diffondersi su tutto il territorio italiano e all’estero dell’epidemia, il Governo ha adottato alcune misure restrittive e urgenti per le aree territoriali dei Comuni e delle Regioni del Nord Italia direttamente interessati dal contagio del virus: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini per la Lombardia; Vò per il Veneto (D.L.n.6/2020 eil D.P.C.M. 23 febbraio 2020). Misure che ha poi integrato con alcune misure straordinari e e preventive previste perle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia,Liguria, Piemonte e Veneto(D.L.n.6/2020 e DPCM 25 febbraio 2020)e quindi con la conferma delle misure per i comuni della zona rossa e per le Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto,con estensione ad alcune Province(Pesaro e Urbino, Savona) e,in alcuni casi, all’intero territorio nazionale (DPCM 1 marzo 2020 che ha previsto dalla data di pubblicazione nella GU avvenuta sempre il 1° marzo la cessazione dell’efficacia dei due decreti precedenti,sostituito dal DPCM 4 marzo 2020).

Tra le misure adottate dal Governo rientrano, per quanto riguarda in modo specifico la materia del lavoro, oltre alla chiusura degli uffici pubblici e delle attività commerciali – ad eccezione dell’erogazione dei servizi essenziali – il divieto di allontanamento e di accesso nei Comuni interessati e alcune misure preventive connesse alla sospensione delle attività lavorative sia per le imprese delle aree interessate sia per i lavoratori residenti o domiciliati nelle predette aree ove le attività si svolgano fuori da tali aree.

Innanzitutto, le aziende delle aree territoriali immediatamente interessate dalle misure restrittive e di prevenzione hanno limitato le trasferte (in Italia e all’estero), le riunioni, la formazione in aula e ogni altro evento che determinasse il potenziale rischio di contagio per effetto della presenza di più persone in spazi chiusi e a distanza ravvicinata. E così hanno fatto ad esempio alcuni Tribunali, come il Tribunale di Venezia il quale ha lasciato ai singoli Giudici la gestione degli eventuali rinvii d’udienza.

Il lavoro agile

L’altro aspetto organizzativo che le aziende hanno potuto adottare nell’emergenza su espressa autorizzazione del Governo è la possibilità di avvalersi del lavoro domiciliare o a distanza nella forma del telelavoro e del lavoro agile.

Con riguardo specifico al lavoro agile, in forza dei primi decreti e quindi da ultimo del DPCM 4 marzo 2020, ne è oggi consentito il ricorso in tutto il territorio nazionale fino al 31 luglio 2020 per effetto del richiamo alla Deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 nel rispetto delle disposizioni di legge in materia (art. 18-23 L.n.81/2017) e anche in assenza degli accordi individuali. A tal fine il decreto autorizza espressamente l’assolvimento degli obblighi in materia di informativa su salute e sicurezza sul lavoro (art.23 L. n.81/2017) anche in via telematica. L’INAIL ha messo a disposizione sul proprio sito un modello di informativa.

Alcuni suggerimenti pratici

Cosa fare per sfruttare questa opportunità in modo da non compromettere troppo l’operatività quotidiana e il sistema impresa dapprima nelle Regioni interessate dai primi provvedimentie, oggi, con estensione a tutto il territorio nazionale? E’ davvero necessario procedere alla comunicazione obbligatoria preventiva di avvio del lavoro agile prevista dall’art.23 comma 1 della L .n.81/2017?

L’art.3 del DPCM 23 febbraio 2020 (poi abrogato dall’art.2del DPCM 25febbraio 2020) autorizzava nell’ambito delle aree considerate a rischio l’applicazione del lavoro agile “in via automatica” anche in assenza di accordo individuale.

Il DPCM 25 febbraio 2020, all’art. 2 prevedeva invece l’applicazione del lavoro agile per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni in esso indicate ( Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Liguria) e per i lavoratori ivi residenti o domiciliati svolgenti attività lavorativa fuori da tali territori “in via provvisoria fino al 15 marzo 2020“, anche in assenza di accordo individuale (sempre nel rispetto dei principi dettati dalle disposizioni di legge in materia).

Il nuovo Decreto datato 4 marzo 2020 all’art. 1, lettera n, autorizza l’adozione della modalità lavoro agile su tutto il territorio nazionale e per la durata dello stato di emergenza (ossia fino al 31 luglio 2020) per ogni rapporto di lavoro subordinato e sempre nel rispetto dei principi e delle disposizioni di legge in materia.

Sulla base delle previsioni del decreto,a parte l’aspetto connesso con l’informativa, non si ravvisa nessun altro obbligo specifico a carico del datore di lavoro per avviare il lavoro da remoto, soprattutto tenendo conto delle finalità del provvedimento e dell’obiettivo di non far perdere operatività alle imprese, se la modalità del lavoro da remoto possa concretamente essere adottata in ragione delle attività svolte dall’impresa.

Si ritiene pertanto “superabile” in questa fase l’obbligo di comunicazione preventiva – anche se il Ministero ha previsto a tali fini in forza delle disposizioni iniziali contenute nell’art. 3 del D.P.C.M. 23 febbraio 2020 di caricare a sistema un’autocertificazione – considerando che l’obbligo di comunicazione è direttamente connesso dalla legge all’accordo individuale – che deve per altro essere caricato ordinariamente sulla piattaforma e l’emergenza ,supportata dalla Deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 autorizza e rende quindi legittimo proprio in forza della situazione contingente legata al rischio epidemiologico il provvisorio superamento dell’obbligo formale dell’accordo individuale.

D’altra parte basterebbe pensare alle implicazioni pratiche e amministrative che sarebbero richieste alle imprese (soprattutto quelle di grande dimensione) in questo momento e certamente un adempimento in più sarebbe oltre modo difficoltoso da gestire tanto più che anche l’obbligo di Informativa, che riveste un’importanza ben maggiore dovendo essere consegnata al lavoratore, può essere assolto con modalità molto più semplici e in via telematica.

Dubbi da chiarire e soluzioni

Restano allora un paio di punti dubbi da chiarire, ossia come soddisfare concretamente i requisiti di legge.

Il decreto autorizza il lavoro nel rispetto dei principi guida dettati in materia.Ciò in pratica significa che per poter attivare in questa fase contingente il lavoro agile sono necessari alcuni presupposti tecnici e organizzativi che vanno concretamente presi in considerazione, anche al fine di evitare abusie per non allontanarsi troppo dagli obiettivi di fondo della procedura telematica di comunicazione preventiva:

  • Innanzitutto, l’effettiva disponibilità degli strumenti di lavoro oppure l’utilizzo invia eccezionale degli strumenti propri (eventualità prevista per altro anche dalla disciplina in materia di telelavoro), previa autorizzazione da parte dell’Amministratore di sistema (soprattutto per ragioni di privacy e riservatezza dei dati);
  • L’impegno al reciproco rispettato delle obbligazioni contrattuali nascenti dal rapporto di lavoro, quindi fondamentalmente la disponibilità ad un atto di fiducia nei confronti dei lavoratori con superamento dei vincoli del controllo in presenza propri del nostro paese, l’impegno al rispetto dei limiti dell’orario di lavoro normalmente praticato in azienda, il diritto e il rispetto delle pause e la previsione d’accordo con la Direzione aziendale, i colleghi e il management di periodi di disconnessione e di forme di collaborazione essenziali a garantire il rispetto dei quotidiani obiettivi di lavoro.

Nelle aziende che stiano già sperimentando il lavoro agile anche solo per gruppi ristretti definiti magari ai fini di una prima sperimentazione, sarà sufficiente fare richiamo alle regole di base già in uso con estensione e invio a tutto il personale,anche via e-mai l o altra modalità tracciabile (ad esempio con link diretto alla intranet ) dell’Informativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Nelle aziende, invece, che non abbiano in corso alcun progetto si consiglia di predisporre comunque un breve decalogo di regole di comportamento cui accompagnare la comunicazione interna legata all’invio dell’Informativa su salute e sicurezza sul lavoro. Ciò renderà comunque tracciabile la definizione di quell’insieme di regole che la legge identifica come principi guida in materia di lavoro agile e aiuterà la progettazione una volta superatala fase dell’emergenza.

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Coronavirus, smog e inquinamento favoriscono la diffusione dell’epidemiahttps://retefarmanet.it/coronavirus-smog-e-inquinamento-favoriscono-la-diffusione-dellepidemia/ Thu, 19 Mar 2020 14:13:27 +0000https://retefarmanet.it/?p=603Un gruppo di ricercatori della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle ARPA – le Agenzie regionali per la protezione ambientale – relativi a tutte le centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile. Dall’analisi si è evidenziata una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo (considerando un ritardo temporale intermedio relativo al periodo 10-29 febbraio di 14 giorni, approssimativamente pari al tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta).

In Pianura Padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in evidente coincidenza, a distanza di 2 settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia, come sottolinea Leonardo Setti dell’Università di Bologna: “Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un’accelerazione alla diffusione del COVID-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”.

Gli fa eco Gianluigi de Gennaro, dell’Università di Bari: “Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi. È necessario ridurre al minimo le emissioni, sperando in una meteorologia favorevole”. 

L’impatto dell’uomo sull’ambiente sta producendo ricadute sanitarie a tutti i livelli. Questa dura prova che stiamo affrontando a livello globale deve essere di monito per una futura rinascita in chiave realmente sostenibile, per il bene dell’umanità e del pianeta. In attesa del consolidarsi di evidenze a favore dell’ipotesi presentata, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o ‘marker’ indiretto della virulenza dell’epidemia da COVID-19. Inoltre, in base ai risultati dello studio in corso l’attuale distanza considerata di sicurezza potrebbe non essere sufficiente, soprattutto quando le concentrazioni di particolato atmosferico sono elevate”, aggiunge Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). 

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Dalla Cina con furore: mille paradossi per gestire un contagiohttps://retefarmanet.it/dalla-cina-con-furore-mille-paradossi-per-gestire-un-contagio/ Wed, 04 Mar 2020 10:01:28 +0000https://retefarmanet.it/?p=597Venerdì, nel giorno del primo focolaio di Covid-19 in Italia, vado dall’ortopedico in pausa pranzo per un doloraccio che mi porto dietro da mesi. Il dottore mi prescrive svariate pillole che prenderò per i prossimi 15 giorni, così, alla fine della mia giornata lavorativa, mi reco nella prima farmacia per acquistare tutto quello che devo. Entra una signora che mi tossisce letteralmente in faccia, e poi, la stessa signora acquista ingenti quantità di un prodotto similare all’amuchina in bella mostra sul bancone, perché “Sa… di questi tempi con ‘sto virus, meglio stare attenti per il bene di tutti!”.

Entro in metro, in questo giorno di febbraio in cui sembra che sia già arrivata la primavera.Vedo persone mummificate nelle proprie sciarpe, altre che indossano caldissimi guanti di pelle stando ben attente a non toccare niente; eppure non fa affatto freddo stasera. Finisco la corsa in treno e raggiungo un’amica in un bar. È l’ora dell’aperitivo e tutti, sorseggiando la propria birra ghiacciata, attingono dalle invitanti ciotoline stracolme di noccioline e taralli stantii, già note, in tempi non sospetti, per la loro scarsa igiene.

Inizio ad interrogarmi sui paradossi di questo pomeriggio, così entro in modalità epidemia ed inizio a guardarmi attorno notando, senza troppo sgomento, i primi visi mascherati, solo che Carnevale è finito. Fp3, Fp2, bianche, verdi, griffate e di tendenza, insomma dalla Cina con furore le mascherine sono arrivate anche qui. Ma la verità è che nessuno ha capito ancora quali siano le giuste mascherine da indossare, e soprattutto quali siano le ragioni e i casi meritevoli di tale utilizzo.

Il Ministero della Salute, in Italia, ci fa sapere che è prioritario curare l’igiene personale, soprattutto quella delle mani, in quanto appare cosa conclamata che il famigerato CoVid 19 possa trasmettersi tramite le secrezioni che produciamo con un banale colpo di tosse… come quello della signora in farmacia. L’OMS, dal canto suo, raccomanda di usare la mascherina solo in caso si sospetti di essere stati contagiati dal virus o addirittura in presenza di sintomi.

Perché, purtroppo, pare che la mascherina da sola non garantisca la salvezza ma possa al massimo limitare i danni.

Eppure, i produttori di mascherine non hanno mai avuto le tasche così piene, e molti rivenditori stanno cavalcando l’onda, portando all’estremo i prezzi di questi prodotti ormai ricercati più del famoso ago nel pagliaio. Il business della mascherina è aumentato del 400% e sui più famosi e-commerce è facile trovare prezzi gonfiati all’inverosimile, cosa che è avvenuta non solo con le mascherine, ma anche con l’amuchina e suoi affini.

Un colosso come Amazon è riuscito ad intervenire tempestivamente sui casi più eclatanti di speculazione, ma su altre piattaforme è ancora possibile acquistare la tanto agognata mascherina al modico prezzo di 60 euro.

In un clima di panico e isteria crescente, auguriamoci che tutto questo finisca presto, così da riprendere a vivere le nostre giornate più o meno normali e noiose, ma intanto laviamoci le mani e, soprattutto, informiamoci!

Articolo di Nicoletta Guardiola

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Legge di Bilancio 2020: Nuova proroga per le Rivalutazioni delle Partecipazioni Societariehttps://retefarmanet.it/legge-di-bilancio-2020-nuova-proroga-per-le-rivalutazioni-delle-partecipazioni-societarie/ Wed, 19 Feb 2020 16:01:05 +0000https://retefarmanet.it/?p=592La tua Farmacia è una società già costituita nel 2019? Hai mai parlato con i tuoi soci di rivalutazione delle quote sociali? Pensi che in futuro potresti cedere le tue quote sociali? Conosci i benefici fiscali della rivalutazione delle quote sociali?

La legge di Bilancio ha garantito anche nel 2020 la possibilità per i soci di società già esistenti al 31.12.2019 di rivalutare il valore delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati (ex art.2 comma 2 del Decreto-legge 282/2002).
La norma riguarda le partecipazioni al capitale di una SNC, di una SAS, di una SRL.
Le due principali novità derivanti dai commi 693 e 694 della legge di Bilancio 2020 in materia di rivalutazione delle quote sociali sono:
1. le tempistiche della rivalutazione
2. la misura dell’imposta sostitutiva

TEMPISTICA
Il costo delle partecipazioni che può essere rivalutato riguarda solo quelli posseduti alla data 1/1/2020.
L’imposta sostitutiva dev’essere versata integralmente entro il 30 giugno 2020 oppure in 3 rate annuali di pari importo la cui prima dev’essere versata entro il 30 giugno 2020; sulle rate successive scadenti rispettivamente entro il 30 giugno 2021 ed il 30 giugno 2022, sarà dovuto un interesse del 3% annuo.
Entro il 30 giugno 2020 dovrà essere redatta e giurata da un professionista abilitato una perizia di stima presso la cancelleria del Tribunale o presso gli uffici del giudice di pace o presso un notaio.
Successivamente dovrà essere compilato un apposito quadro della dichiarazione dei redditi in cui dovrà essere indicato, tra le altre cose, il valore rivalutato, la relativa imposta sostitutiva e le modalità di pagamento in unica soluzione oppure a rate.

MISURA
Per il 2020 l’aliquota è stata uniformata all’11% per tutte le partecipazioni.
La precedente norma prevedeva due aliquote differenti: una dell’11% riguardante le partecipazioni qualificate e una del 10% riguardante, invece, i terreni e le partecipazioni non qualificate.

AMBITO DI APPLICAZIONE
I soci che hanno effettuato la rivalutazione pagando l’imposta sostitutiva prevista non dovranno applicare ulteriore tassazione sulle plusvalenze derivanti dalla cessione delle quote sociali, sino all’importo del valore rivalutato.
Ciò determina un notevole risparmio fiscale per il socio, in quanto l’attuale aliquota di tassazione prevista per la plusvalenza derivante dalla cessione delle quote sociali è del 26%, decisamente più svantaggiosa!
In caso di rivalutazione che faccia seguito ad una rivalutazione già effettuata in precedenza, il socio che vuole recuperare l’imposta sostitutiva versata in relazione a una passata rivalutazione, potrà sottrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per l’attuale rivalutazione quella versata in precedenza oppure potrà corrispondere integralmente la nuova imposta sostitutiva e chiedere il rimborso del precedente versamento. La richiesta di rimborso, in applicazione dell’art. 38 del Dpr 602/1973 dovrà essere presentata entro il termine di 48 mesi dalla data in cui è stato effettuato il versamento, integrale o della prima rata, dell’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione.

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Pharmexpohttps://retefarmanet.it/pharmexpo/ Tue, 11 Feb 2020 16:40:36 +0000http://retefarmanet.it/?p=52627 – 29 Novembre 2020
Pharmexpo è l’unica manifestazione dedicata all’industria farmaceutica
del centro-sud Italia, che mette in contatto farmacisti, medici ed operatori
con le aziende del settore.

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CosmoFarmahttps://retefarmanet.it/cosmofarma/ Tue, 11 Feb 2020 16:39:27 +0000http://retefarmanet.it/?p=52317 – 19 Aprile 2020
Cosmofarma Exhibition è l’evento leader nell’ambito dell’Health Care, del Beauty Care e di tutti i servizi legati al mondo della farmacia. ]]>
Cosmoprofhttps://retefarmanet.it/cosmoprof/ Tue, 11 Feb 2020 16:36:09 +0000http://retefarmanet.it/?p=51612 – 16 Marzo 2020

La fiera leader mondiale per l’intera industria della cosmetica e della bellezza professionale. ]]>
10 buoni motivi per aderire ai fondi di Pensione Integrativahttps://retefarmanet.it/10-buoni-motivi-per-aderire-ai-fondi-di-pensione-integrativa/ Tue, 11 Feb 2020 09:21:26 +0000http://retefarmanet.it/?p=476Sei un farmacista? Stai già pensando a come mantenere un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento? Riduci o annulla il gap previdenziale aderendo ai fondi di pensione integrativa.

Ecco i 10 buoni motivi per farlo:

1) Ottieni un risparmio fiscale grazie alla deducibilità dei contributi versati dal reddito imponibile Irpef,  un beneficio fiscale anche fino al 34% e un ulteriore risparmio fiscale derivante dalle addizionali regionali e comunali (pari a circa il 2%).

2) Ottieni il differimento delle imposte dovuta all’applicazione dell’aliquota di tassazione solo a scadenza. Il beneficio da tenere in considerazione è che puoi investire le risorse “liberate” dal differimento fiscale con ulteriore vantaggio finanziario.

3) Il livello di rischio finanziario diminuisce grazie alla redditività della Gestione Separata.

4) Ricevi la possibilità di aderire a una soluzione di risparmio non influenzata dall’imprevedibilità dei mercati finanziari. Il capitale accresciuto dalle rivalutazioni può aumentare o rimanere costante, ma mai diminuire.

5) L’importo e la frequenza dei versamenti sono svincolati e con ogni versamento effettuato si ottiene un “una piccola quota di pensione” garantita a scadenza.

6) Ottieni ulteriori vantaggi fiscali come l’applicazione di una tassazione agevolata sui rendimenti finanziari al 20% e sulle prestazioni con aliquote dal 15% al 9%.

7) Ottieni l’esenzione dall’imposta di bollo che dal 2014 è pari allo 0,20% e l’esenzione dalla Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie.

8) Hai la possibilità di poter utilizzare le prestazioni maturate in qualsiasi momento e fino al 75% per spese sanitarie (trascorsi 8 anni fino al 30%) e fino al 75% per acquisto o ristrutturazione prima casa.

9) Ricevere l’esenzione dall’imposta di successione in caso di morte durante il periodo di versamento dei premi.

10) Hai la sicurezza delle risorse investite che grazie alla Gestione Separata, rappresentano patrimonio autonomo e separato. Quindi sul risparmio pensionistico non sono ammesse azioni esecutive né da parte dei creditori delle Compagnie, né da parte dei tuoi creditori. Anche in caso di difficoltà della Compagnia il patrimonio separato e autonomo non può essere intaccato, essendo destinato esclusivamente al pagamento delle prestazioni.

Vuoi ricevere maggiori informazioni? Richiedi una consulenza gratuita agli Esperti di ReteFarmanet.

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Finanzia la tua formazione in Farmacia con i fondi paritetici interprofessionalihttps://retefarmanet.it/finanzia-la-tua-formazione-in-farmacia-con-i-fondi-paritetici-interprofessionali/ https://retefarmanet.it/finanzia-la-tua-formazione-in-farmacia-con-i-fondi-paritetici-interprofessionali/#respondTue, 11 Feb 2020 08:49:17 +0000http://retefarmanet.it/?p=473Hai una farmacia? Vuoi farla crescere e sviluppare con personale costantemente aggiornato o vuoi superare un momento di crisi? Sai che puoi finanziare la formazione del tuo personale accedendo ai fondi paritetici interprofessionali?

La formazione finanziata in Farmacia rappresenta un’ottima opportunità per tutti quei farmacisti che desiderino offrire una formazione continua e specializzata ai propri lavoratori. Per poter finanziare la formazione del proprio personale, la Farmacia può accedere ai fondi paritetici interprofessionali introdotti dalla legge 388/2000.

Scopriamo insieme come funziona e come accedere al fondo.

Come funziona la formazione finanziata per le Farmacie

I fondi rappresentano una grande opportunità per tutte quelle Farmacie che vogliano crescere, svilupparsi ed essere sempre competitive sul mercato.

Aderendo al fondo, la Farmacia può destinare la quota dello 0,30% dei contributi INPS alla formazione del personale. Per aderire ad un fondo non vi sono costi da sostenere: l’adesione è completamente gratuita. I dipendenti della Farmacia sono gli unici destinatari dei finanziamenti.

Sono due le modalità di accesso ai finanziamenti:

1) Il conto formazione: con esso la Farmacia accumula i propri versamenti sul fondo e attinge direttamente da quest’ultimo per finanziare la formazione del personale. Si tratta di una modalità di accesso molto vantaggiosa ed usata perchè permette alle Farmacie di accantonare risorse. E’ necessario però puntualizzare che questi fondi possono essere accumulati per due anni, allo spirare di detto termine, se la Farmacia non ha utilizzato il capitale, esso sarà destinato per finanziare i bandi.

Ogni Farmacia può decidere di iscriversi ad un unico Fondo, l’adesione può essere sempre revocata e l’iscrizione dura un anno. Salvo che non subentri espressa disdetta, l’iscrizione al fondo si considera tacitamente rinnovata, di anno in anno.

2) Il conto sistema: è la modalità di finanziamento per la formazione che si realizza con appositi e specifici bandi. Le Farmacie possono partecipare ad essi presentando i progetti formativi. Questi ultimi vengono valutati e, successivamente, viene stilata una graduatoria.

Come aderire al Fondo per accumulare risorse strumentali per accedere alla formazione finanziata

Ebbene, la Farmacia dovrà comunicare all’INPS l’adesione al fondo attraverso il Modello di denuncia contributiva DM10/2I. In questo modello la Farmacia deve espressamente indicare quale Fondo ha scelto, il relativo codice ed il numero dei lavoratori ai quali la farmacia versa  “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”.

La Farmacia dovrà usare lo stesso modello per manifestare una eventuale revoca dell’adesione al Fondo.

Come accedere alla formazione finanziata: la presentazione del progetto formativo

E’ essenziale, per le Farmacie che vogliano accedere ai finanziamenti dedicati alla formazione del personale, presentare un ottimo progetto formativo.

Per prima cosa, nel progetto dovrà essere descritto l’obiettivo organizzativo che l’impresa vuole realizzare partecipando al bando. Un’azienda può chiedere di accedere alla formazione finanziata per crescere, per svilupparsi oppure per superare un momento di crisi. E’ importante, inoltre, che l’azienda puntualizzi l’obiettivo da realizzare ovvero l’aumento delle capacità e delle conoscenze del personale. Questo obiettivo viene realizzato dall’azienda avvalendosi di una società esterna esperta nella consulenza e nella formazione manageriale.

Se il progetto è rivolto alla formazione di varie figure professionali (farmacisti, magazzinieri etc..), è necessario che l’azienda esprima il “fabbisogno formativo” di ciascuna persona. Dovrà poi essere stilato un piano di formazione. Se partecipa al bando, il progetto formativo dovrà essere ovviamente valutato dal fondo. Se sarà conforme ai suoi criteri, il progetto verrà approvato e la Farmacia sarà ammessa al finanziamento per la formazione del personale.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni richiedi una consulenza gratuita agli esperti di ReteFarmanet.

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Legge di Bilancio 2020: un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali in Farmaciahttps://retefarmanet.it/legge-di-bilancio-2020-un-nuovo-credito-dimposta-per-lacquisto-di-beni-strumentali-in-farmacia/ https://retefarmanet.it/legge-di-bilancio-2020-un-nuovo-credito-dimposta-per-lacquisto-di-beni-strumentali-in-farmacia/#respondMon, 10 Feb 2020 18:10:25 +0000http://retefarmanet.it/?p=416Sai che gli acquisti di beni strumentali come il magazzino automatico, il distributore automatico e le etichette elettroniche consentono di ottenere dei benefici fiscali per la tua Farmacia?
La legge di Bilancio del 2020 ha sostituito l’agevolazione del super-ammortamento e iper-ammortamento con un nuovo bonus, sottoforma di credito di imposta, che favorirà l’acquisto di beni strumentali nuovi e quelli della così detta “industria 4.0”.
Il credito d’imposta sarà concesso in misura differenziata a seconda del bene strumentale che verrà acquistato.

SOGGETTI INTERESSATI AL NUOVO CREDITO DI IMPOSTA

L’agevolazione è stata inserita nei commi 185 e seguenti dell’articolo della legge di Bilancio 2020. Nel comma 186 i soggetti destinatari sono indicati in modo indistinto, quindi in beneficio è indirizzato ai contribuenti indipendentemente dalla forma giuridica (professionisti, ditta individuale, società di persona, società di capitale) e dal tipo di determinazione del reddito, quindi anche ai contribuenti forfettari esclusi dalle precedenti agevolazioni fiscali.
Sono però escluse le imprese in liquidazione volontaria, quelle sottoposte a liquidazione giudiziale o concordato preventivo con finalità liquidatorie e le imprese che non sono in regola con le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e che non rispettano le norme in materia di versamenti contributivi ed assistenziali.

BENI OGGETTO DELLA AGEVOLAZIONE

L’ambito oggettivo è strutturato dal comma 187 in due categorie:

  • beni strumentali materiali nuovi
  • beni strumentali immateriali nuovi

Sai che gli acquisti di beni strumentali come il magazzino automatico, il distributore automatico e le etichette elettroniche consentono di ottenere dei benefici fiscali per la tua farmacia?
La legge di Bilancio del 2020 ha sostituito l’agevolazione del super-ammortamento e iper-ammortamento con un nuovo bonus, sottoforma di credito di imposta, che favorirà l’acquisto di beni strumentali nuovi e quelli della così detta “industria 4.0”.
Il credito d’imposta sarà concesso in misura differenziata a seconda del bene strumentale che verrà acquistato.

MISURA DEL BENEFICIO DEL NUOVO CREDITO DI IMPOSTA


Per quanto riguarda i beni strumentali nuovi ordinari (ex super-ammortamento) il nuovo credito d’imposta è commisurato al 6% del costo del bene.
Per quanto riguarda i beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico “industria 4.0” (ex iper-ammortamento), il nuovo credito d’imposta è commisurato al 40% del costo del bene con tetto di spesa massima di 2.5ml di euro; sopra questa cifra il credito d’imposta scende al 20% fino al massimo di spesa di 10 ml di euro. Il diritto al credito d’imposta decorre dopo l’interconnessioneper i beni nella tabella A della legge 232/2016. L’istallazione deve essere certificata da un ingegnere o da un perito industriale per gli investimenti di valore superiore a 300.000,00 euro oppure autocertificata dall’imprenditore o dal rappresentante legale della società per gli investimenti che non superano il suddetto valore.
Per quanto riguarda i beni immateriali compresi nella tabella B della legge 232/2016 il nuovo credito d’imposta previsto dalla nuova legge di Bilancio 2020 è del 15% rispetto al costo dell’investimento.

AMBITO TEMPORALE

La nuova agevolazione sarà fruibile per tutti gli acquisti eseguiti nel 2020 o fino al 30 giugno 2021 se il bene consegnato in tale data viene precedentemente “prenotato” attraverso il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo totale e si attesta l’accettazione dell’ordine da parte del fornitore entro il 31/12/2020.
È da ricordare che non verrà applicato il nuovo credito d’imposta per i beni consegnati entro il 30 giugno 2020 ma prenotati nel 2019 con il pagamento di un acconto al fornitore pari almeno al 20% del costo totale; questi beni seguiranno la precedente disciplina in vigore fino al 31/12/2019 quindi quella del super-ammortamento e iper-ammortamento.

MODALITA’ DI UTILIZZO DEL NUOVO CREDITO DI IMPOSTA

L’unico modo per usufruire del nuovo credito d’imposta è la compensazione orizzontale che si esegue nel modello F24. La compensazione avverrà a partire dall’esercizio successivo a quello della contabilizzazione, che avviene dopo l’acquisto del bene, attraverso 5 quote annuali costanti ed uguali per i beni materiali e 3 quote annuali costanti ed uguali per quelli immateriali.
In caso di acquisizione di beni materiali “industria 4.0” (ex iper-ammortamento) se l’interconnessione avviene in un periodo d’imposta successivo alla contabilizzazione del bene (consegna dello stesso e ricezione delle fatture), nel primo periodo può essere sfruttato il nuovo credito d’imposta con la misura del 6% proprio dei beni strumentali ordinari e nel periodo successivo può essere sfruttato il nuovo credito d’imposta con la misura maggiorata del 40% o del 20% in funzione del valore dell’investimento (proprio dei beni strumentali “industria 4.0”) a cui verrà sottratto il credito già fruito nel primo periodo.
Con lo scopo di monitorare il dato nazionale complessivo del credito d’imposta viene stabilito l’obbligo di una comunicazione al MISE tramite un modello le cui caratteristiche verranno rese note con decreto attuativo del MISE stesso.

TRATTAMENTO CONTABILE DEL NUOVO CREDITO D’IMPOSTA


Dal punto di vista della contabilizzazione, il nuovo credito d’imposta potrà essere considerato un “contributo in conto impianti” da imputare a conto economico e riscontare sulla base della durata del processo di ammortamento del bene.
L’importo del beneficio non andrà a concorrere alla formazione del reddito né parteciperà a formare la base imponibile dell’Irap. Inoltre, tale credito può essere accumulato ad altre agevolazioni con il limite del costo del bene, in quanto la somma delle agevolazioni non può superare il costo del bene stesso.
Confrontando il nuovo credito d’imposta con le precedenti agevolazioni, si riscontra che quest’ultimo è sicuramente più flessibile perché in assenza di reddito imponibile, il credito può essere utilizzato per saldare altri debiti da versare con il modello F24.
Anche per questa agevolazione si prevede il meccanismo del recapture.
Nella disciplina vigente al 31/12/2019 questo meccanismo veniva applicato solo ai beni iper-ammortizzabili e non a quelli super-ammortizzabili. Con il nuovo bonus, in caso di cessione o delocalizzazione dei beni oggetto della agevolazione, il credito d’imposta viene ricalcolato e viene sottratto il credito relativo al bene ceduto. Se la parte sottratta sarà già stata utilizzata dovrà avvenire la restituzione del maggior importo compensato senza l’applicazione di sanzioni ed interessi.

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